Il verbo to be si usa in espressioni che in italiano vengono rese col verbo avere. Esempio: to be hungry, to be thirsty, to be afraid of, to be hot, to be cold = aver fame, aver sete, aver paura di, avere caldo, avere freddoE però, quando arriva a leggere aver fame, pronuncia aver /feɪm/. Poi scoppia subito a ridere, si dà una pacca in testa e annuncia: "Sono intossicato dall'inglese".
- Amare il proprio lavoro costituisce la migliore approssimazione concreta alla felicità sulla terra. - Primo Levi
Visualizzazione post con etichetta ripetizioni. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ripetizioni. Mostra tutti i post
venerdì 20 maggio 2011
Confusione
Lorenzo legge:
Etichette:
lingua inglese,
ripetizioni,
strafalcioni
giovedì 24 febbraio 2011
I bimbi e il tg
La profe: - Hai presente quando al tg dicono...
G (10 anni, piglio deciso): - No, io non lo guardo il tg
La profe: - Ok, ma avrai sentito dire qualche volta che...
G (piglio ancora più deciso): - Nooooo, io il tg non lo guardo. La maestra vuole che lo guardiamo, ma mamma dice che poi mi spavento e mi intristisco e allora quando siamo a tavola se inizia il telegiornale cambia subito canale.
Ecco, parliamone: quando avevo 10 anni e tutti all'ora di cena guardavano I Ragazzi della III C io ricordo che il tg me lo dovevo calare a forza, perché per nessun motivo a tavola si poteva guardare qualcos'altro mentre c'era la possibilità di vedere anche solo un minuto di un qualsiasi tg. Sono diventata triste e spaventata nella misura in cui anche anche i miei coetanei che guardavano I Ragazzi della III C lo sono diventati. Per me e per loro ci sono state le stesse possibilità che ci cadessero in testa le Torri Gemelle, che ci rapissero e spedissero a casa un orecchio, che ci bucassimo, che diventassimo parte delle "stragi del sabato sera". Eppure, continuo a non capire cosa mi sfugge (e mi turba) nell'enunciato candido (e un po' rabbioso: forse lei lo vorrebbe vedere, il tg?) della piccola G. Il bisogno che adesso la maestra debba assegnare come compitino la visione del tg, giusto per iniziare a capire da che parte del globo viviamo? Il terrore della mamma che cambia canale precipitosamente affinché davanti agli occhi della bimba non scorra davanti neanche un'immagine spiacevole? Non so, non so. L'infanzia è un groviglio, e chi se ne occupa spesso di aggroviglia...
G (10 anni, piglio deciso): - No, io non lo guardo il tg
La profe: - Ok, ma avrai sentito dire qualche volta che...
G (piglio ancora più deciso): - Nooooo, io il tg non lo guardo. La maestra vuole che lo guardiamo, ma mamma dice che poi mi spavento e mi intristisco e allora quando siamo a tavola se inizia il telegiornale cambia subito canale.
Ecco, parliamone: quando avevo 10 anni e tutti all'ora di cena guardavano I Ragazzi della III C io ricordo che il tg me lo dovevo calare a forza, perché per nessun motivo a tavola si poteva guardare qualcos'altro mentre c'era la possibilità di vedere anche solo un minuto di un qualsiasi tg. Sono diventata triste e spaventata nella misura in cui anche anche i miei coetanei che guardavano I Ragazzi della III C lo sono diventati. Per me e per loro ci sono state le stesse possibilità che ci cadessero in testa le Torri Gemelle, che ci rapissero e spedissero a casa un orecchio, che ci bucassimo, che diventassimo parte delle "stragi del sabato sera". Eppure, continuo a non capire cosa mi sfugge (e mi turba) nell'enunciato candido (e un po' rabbioso: forse lei lo vorrebbe vedere, il tg?) della piccola G. Il bisogno che adesso la maestra debba assegnare come compitino la visione del tg, giusto per iniziare a capire da che parte del globo viviamo? Il terrore della mamma che cambia canale precipitosamente affinché davanti agli occhi della bimba non scorra davanti neanche un'immagine spiacevole? Non so, non so. L'infanzia è un groviglio, e chi se ne occupa spesso di aggroviglia...
venerdì 30 luglio 2010
Gli alunni dell'estate
Anche questa estate mi ha portato in contatto con diversi nuovi alunni.
Gli alunni dell'estate hanno i debiti a settembre o sanno di avere la coscienza non particolarmente a posto, sanno che senza una mano quest'anno non ce la fanno, oppure vengono trascinati fin da me da mamme preoccupate perché il prossimo anno si profila durissimo già dalla fine di questo. Hanno avuto il numero tramite una collega o per il passaparola tra amici. A volte 2 che sono nello stesso gruppo si incrociano mentre uno entra e l'altro esce, e ne approfittano per mettersi d'accordo per il mare.
Affrontano la sveglia la mattina presto e si infilano il casco per venire a fare lezione prima che il sole diventi cocente. Hanno il naso spellato dal sole e gli occhi arrossati dal sale. Quasi sempre un quaderno nuovo per "ricominciare", una penna nascosta in tasca e il cellulare silenzioso, che tanto non squillerebbe comunque perché tanto a quell'ora gli amici dormono ancora. Le ragazze hanno il segno del costume che spunta dalla maglia, sanno di cocco o di fragola e si lamentano dei capelli che si increspano.
Quasi tutti continuano a bazzicare casa mia durante l'inverno per un ripassino prima del compito, e a mano a mano che l'abbronzatura svanisce e le maniche si allungano, li vedo cambiare. Col tempo, questo non mi coglie più troppo di sorpresa: nei visi di oggi intravedo all'incirca quelli che saranno domani, ma, quando è il momento, vederli coi miei occhi mi emoziona sempre.
Gli alunni dell'estate hanno i debiti a settembre o sanno di avere la coscienza non particolarmente a posto, sanno che senza una mano quest'anno non ce la fanno, oppure vengono trascinati fin da me da mamme preoccupate perché il prossimo anno si profila durissimo già dalla fine di questo. Hanno avuto il numero tramite una collega o per il passaparola tra amici. A volte 2 che sono nello stesso gruppo si incrociano mentre uno entra e l'altro esce, e ne approfittano per mettersi d'accordo per il mare.
Affrontano la sveglia la mattina presto e si infilano il casco per venire a fare lezione prima che il sole diventi cocente. Hanno il naso spellato dal sole e gli occhi arrossati dal sale. Quasi sempre un quaderno nuovo per "ricominciare", una penna nascosta in tasca e il cellulare silenzioso, che tanto non squillerebbe comunque perché tanto a quell'ora gli amici dormono ancora. Le ragazze hanno il segno del costume che spunta dalla maglia, sanno di cocco o di fragola e si lamentano dei capelli che si increspano.
Quasi tutti continuano a bazzicare casa mia durante l'inverno per un ripassino prima del compito, e a mano a mano che l'abbronzatura svanisce e le maniche si allungano, li vedo cambiare. Col tempo, questo non mi coglie più troppo di sorpresa: nei visi di oggi intravedo all'incirca quelli che saranno domani, ma, quando è il momento, vederli coi miei occhi mi emoziona sempre.
venerdì 30 aprile 2010
La fatica del sapere
L'ora in cui D. viene a fare i compiti di tedesco da me è l'ora peggiore di tutte. Appena dopo mangiato, dopo una mattinata a scuola, adesso poi che Aprile fa dolce il dormire... a volte l'abbiocchino viene anche a me, lo confesso! D. oggi proprio non ce la faceva a tenere gli occhi aperti, un paio di volte quasi quasi gli cadeva la testa sul quaderno e l'ho recuperato giusto in tempo. Allora, visto che tanto avevamo comunque lavorato e mancavano solo pochi minuti alla fine della lezione, per premiarlo della stoica restistenza alla fatica mentre aspettavamo che la nonna lo venisse a prendere l'ho portato con me alla gabbia dell'orsetto russo PinoLina. Le abbiamo dato da mangiare e lei si è esibita per noi nel migliore dei suoi one-hamster-show. D. mi ha chiesto se poteva accarezzarla, io gli ho dato il permesso anche se l'ho avvertito che spesso questi animaletti mordicchiano tutto ciò che li incuriosisce. Ha messo il dito vicino al musetto di PinoLina e lei gliel'ha praticamente sequestrato. Si è messa ad annusarlo/leccarlo/mordicchiarlo, beata, e poi da quando D. se n'è andato non ha più degnato d'uno sguardo né me, né il mio fidanzato.
Piccolo animale venduto.
Ma hai ragione te PinoLina, D. è veramente irresistibile! :D
Piccolo animale venduto.
Ma hai ragione te PinoLina, D. è veramente irresistibile! :D
martedì 30 marzo 2010
Le mamme che amo
Tempo fa scrivo un sms per aggiornare una delle mie mamme d'oro di quest'anno sull'andamento del figlio, che seguo sia a inglese che a francese. Le scrivo che con inglese ormai siamo in pari, ma che con francese bisogna che insista ancora un po', anche a costo di annoiarlo mortalmente, anche a costo di farmi mandare a quel paese.
Risposta:
"Insisti, per ora a quel paese sta mandando me e la (professoressa di francese), a te ti salva. Baci e grazie".
Son sempre delle gran soddisfazioni. :D
Etichette:
comunicazioni,
mamme,
ripetizioni,
sms
martedì 2 marzo 2010
Così impari a chiederli, gli sms
Antefatto, qualche giorno fa:
"P, quando vuoi venire a lezione basta che tu mi avverta il giorno prima, mandami pure un sms!"
Oggi, sms:
"Domani posso veni a fa francese?"
Non mi potranno mai accusare di mettere in soggezione i miei studenti, eh! :D
"P, quando vuoi venire a lezione basta che tu mi avverta il giorno prima, mandami pure un sms!"
Oggi, sms:
"Domani posso veni a fa francese?"
Non mi potranno mai accusare di mettere in soggezione i miei studenti, eh! :D
Etichette:
comunicazioni,
ripetizioni,
sms
Iscriviti a:
Post (Atom)